di Federico Soldani – 4 febbraio 2024
Abbiamo già parlato su PsyPolitics di Jung, lo psichiatra svizzero fondatore della psicologia analitica. Jung è stato discusso in relazione a suo nonno, rettore dell’università di Basilea e di cui è interessante leggere la biografia anche politica. Così come è stato menzionato Jung nel contesto del commento ad un articolo in cui per la prima volta venne pubblicato il nome “psichedelico” dallo psichiatra britannico Osmond, del 1957. Nel commento a questo articolo si collegavano su PsyPolitics gli allucinogeni alle visioni del mondo gnosticheggianti – proponendo per la prima volta nel 2021 il nome “pneumadelico” (si vedano gli articoli su PsyPolitics 1, 2 e 3).
Nel suo articolo del 1957 Osmond pubblicò il nome “psichedelico” per la prima volta, citando, tra diverse altre fonti, Jung quattro volte, inclusa una “comunicazione personale” con lo psichiatra svizzero riportata in bibliografia. “I nostri psicotomimetici somigliano – scrisse Osmond – all’ipotetica endotossina che Carl Jung chiamò tossina-X e che noi abbiamo chiamato sostanza M (simile alla mescalina).”
Anche in conclusione di un articolo su come stia cambiando la mente contemporanea – secondo un modello chiamato su PsyPolitics nel 2020 ‘CyPsy’, da cyber e psychedelic – si parlava di come in base a un modello freudiano tripartito della mente, questa stia vedendo nella fase che stiamo attraversando la “ falsa opposizione tra le narrazioni del “Super-Io” e dell’”Es” e l’obiettivo comune della dissoluzione dell’”Io”. L’articolo concludeva: “I nostri sé coscienti, o ego psicoanalitici, sono bloccati nel mezzo, di fronte a una falsa scelta tra due modalità ugualmente radicali che lavorano insieme per lo stesso obiettivo, invitando l’ego a commettere un suicidio volontario per il bene più grande del “pianeta” e della “razza umana” nel suo insieme in nome della necessità di una dissoluzione o morte dell’ego di massa, sia essa junghiana o più direttamente ispirata alle filosofie orientali. In realtà, una dissoluzione necessaria, secondo l’ipotesi ‘CyPsy’ sulla mente, per i profitti digitali del capitalismo del 21° secolo.”
~~~
Due elementi rilevanti anche rispetto a temi come questi che stanno emergendo sui media di massa e digitali, appaiono importanti proprio in relazione a Jung, nato Karl Gustav II sulla scorta del nome del nonno, nome poi cambiato in Carl Gustav, solitamente abbreviato in C. G..
Lo psichiatra svizzero ebbe infatti un forte interesse per [1] i manoscritti gnostici di Nag Hammadi. Quello che porta il suo nome, il codice I (il primo “ad essere interpretato criticamente da persone competenti”), fu l’unico a lasciare l’Egitto, clandestinamente, per approdare attraverso varie banche europee in Svizzera. Secondo l’introduzione italiana della edizione UTET, arrivò a Zurigo acquistato dall’Istituto Jung e “offerto pro forma a C. G. Jung e “battezzato” Codex Jung“.

Jung mostrò anche un notevole interesse per [2] i dischi volanti, anche detti all’inglese U.F.O. (unidentified flying objects, ovvero oggetti volanti non identificati), che esplorò in termini di proiezioni psichiche e simbolismo collettivo nella sua opera del 1958 “Un mito moderno. Delle cose che si vedono nel cielo” (“Ein moderner Mythus: Von Dingen, die am Himmel gesehen werden”, 1958). Quest’ultimo lavoro discute le visioni di oggetti non identificati nel cielo anche in termini di psicologia collettiva.
Per quanto mi riguarda il primo di questi due elementi l’ho scoperto solo molto di recente nel 2024 leggendo “Testi Gnostici” (UTET 1982). Il secondo lo conoscevo da molti anni, almeno dal 2017, e avevo anche fatto circolare la copertina (foto in alto a inizio articolo) sui social media dal 2020 della edizione italiana edita da Bompiani nel 1960, copertina poi fatta circolare e mostrata anche altrove, di cui avevo già allora una copia (online si trova invece solitamente ad oggi l’immagine di un’altra copia della stessa edizione presa probabilmente da un sito di vendite online).
Anche Freud, che fu uno dei maestri di Jung, fu interessato ai temi dell’antichità – e per sua stessa ammissione lesse più di archeologia che di psicologia in vita sua – per esempio occupandosi di “Hammurabi” nel 1904, nello stesso periodo in cui un gruppo di archeologi francesi rinvenne una grande pietra nell’acropoli di Susa contenente iscrizioni di un codice – poi conosciuto come il Codice di Hammurabi – dettato nel XVIII secolo a.C. da un “dio sole” al re babilonese Hammurabi. Questa fu la prima raccolta di leggi conosciuta all’epoca che antecedeva la Bibbia. Freud notò a questo proposito paralleli con il libro dell’Esodo, il secondo libro della Torah ebraica e della Bibbia cristiana. Si veda su PsyPolitics, in inglese, “Il mio primo uditorio.” Freud e la genesi de “L’interpretazione dei sogni” (2021) – PsyPolitics. Di fatto la sua creazione, la psicoanalisi, puo’ essere intesa con un parallelismo come una esplorazione archeologica della psiche.
~~~
Gnosticismo è termine che descrive una varietà di movimenti religiosi e filosofici antichi, emersi principalmente nei primi secoli dell’era cristiana, sebbene le radici di questi movimenti possano essere tracciate fino a prima di quel periodo. Lo gnosticismo, come riportato da diverse fonti disponibili online, incorpora elementi di diverse tradizioni, tra cui il cristianesimo, l’ebraismo – in particolare elementi della cabala o kabbalah e dei testi mistici e apocalittici ebraici – il platonismo e il neoplatonismo, così come varie religioni misteriche, e persino lo zoroastrismo (da Zoroastro o Zarathustra). Ad esempio i culti di Dioniso offrivano iniziazioni segrete e promettevano conoscenze e salvezza ai loro adepti.
Nonostante la grande diversità tra le scuole gnostiche, alcuni temi centrali e concetti appaiono comuni alla maggior parte delle tradizioni gnostiche, per esempio il dualismo radicale materia-spirito, la conoscenza segreta (Gnosis), la salvezza attraverso la gnosi, una mitologia elaborata con cosmogonie complesse e popolate da entità spirituali, critica delle religioni istituzionali e delle autorità, gli gnostici spesso rigettavano le interpretazioni letterali delle scritture a favore di letture simboliche o allegoriche.
Lo gnosticismo, ancora come riportato da diverse fonti online, è stato oggetto di persecuzione e condanna da parte delle autorità religiose cristiane nei primi secoli, portando alla distruzione di molti dei suoi testi. La nostra comprensione dello gnosticismo è stata notevolmente ampliata con la scoperta della biblioteca di Nag Hammadi in Egitto nel 1945, una raccolta di testi gnostici cristiani e di testi correlati, che ha offerto uno sguardo senza precedenti sulle credenze e le pratiche gnostiche.
Il ritrovamento dei manoscritti di Nag Hammadi rappresentò quindi un’importante scoperta per la storia delle religioni e per lo studio dello gnosticismo. Questi manoscritti, scoperti nel 1945 vicino alla città egiziana di Nag Hammadi in Egitto, consistono in una raccolta di tredici codici in papiro contenenti oltre cinquanta testi, scritti prevalentemente in copto.
Carl Gustav Jung ebbe un ruolo significativo nella valorizzazione e nello studio in particolare di uno dei testi gnostici, grazie come detto all’acquisto di uno dei codici, che divenne noto come “Codex Jung”. Questo codice, formalmente conosciuto come Codex I dei manoscritti di Nag Hammadi, fu acquistato da Jung nel 1951, solo sei anni dopo il ritrovamento dei manoscritti.
Il Codex Jung contiene importanti testi gnostici, tra cui il testo chiamato “Vangelo della Verità”, attribuito a Valentino, una figura centrale nel movimento gnostico del II secolo. Jung era profondamente interessato agli aspetti psicologici e simbolici dei testi gnostici, che riteneva potessero offrire una visione profonda della psiche umana e dei processi inconsci. L’interesse di Jung per lo gnosticismo e le sue idee sull’inconscio collettivo e sugli archetipi trovarono un terreno fertile nei temi esplorati nei manoscritti gnostici, come ad esempio la ricerca della cosiddetta gnosi, quale conoscenza spirituale interiore, e la distinzione tra un io cosiddetto superiore e un io cosiddetto inferiore.
Il coinvolgimento di Jung contribuì a introdurre il pensiero gnostico a un pubblico più ampio e a stimolare ulteriori ricerche e studi sui manoscritti di Nag Hammadi nel campo della psicologia, della religione e della filosofia. La sua interpretazione dei testi gnostici, influenzata da teorie psicologiche, offrì nuove prospettive di studio e contribuì a una rinnovata comprensione dello gnosticismo antico.
Carl Gustav Jung fu profondamente interessato allo gnosticismo e alla gnosi, che considerava antenati concettuali delle sue teorie psicologiche. Nella sua visione, le narrazioni e i simboli gnostici rappresentavano metaforicamente il viaggio interiore dell’individuo verso la comprensione e l’integrazione di sé. Secondo Jung, questo percorso implica l’accettazione e l’assimilazione delle parti più oscure e primitive della propria personalità (l'”io inferiore”), spesso associate alla vita materiale e agli aspetti istintivi dell’essere. Questo processo è necessario per raggiungere un senso di completezza e armonia interiore, simboleggiato dall'”io superiore” o dal “Sé”, che in Jung si identificherebbe come il culmine dello sviluppo psicologico, un punto di equilibrio tra le diverse forze della psiche.
La Torre di Bollingen fu per Jung, che la fece costruire circa un secolo fa, un rifugio personale e uno spazio di lavoro isolato, un luogo simbolo del suo viaggio interiore e della ricerca di integrazione psichica, dove poteva immergersi nella sua ricerca interiore e negli studi psicologici lontano dalle distrazioni. Era un luogo di riflessione e meditazione, dove Jung si confrontava con il suo inconscio anche attraverso la scrittura e la scultura. La posizione della Torre di Bollingen nel cantone di San Gallo (in tedesco Sankt Gallen), in riva al Lago di Zurigo, offriva un ambiente tranquillo e naturale, ideale per il ritiro spirituale e il lavoro creativo, simbolizzando la ricerca di equilibrio e armonia interiore.
Per Jung, quindi, la gnosi andava oltre l’ambito del religioso o del mistico, trasformandosi in un processo psicologico profondo attraverso il quale un individuo realizza la propria interezza. La gnosi diventa un cammino di auto-scoperta e di realizzazione del “Sé”, in cui la persona arriva a comprendere e ad armonizzare tutti gli aspetti di sé stessa, inclusi quelli inconsci e precedentemente negati, stabilendo così una connessione più profonda e significativa con l’universo circostante. Questo percorso di individuazione, secondo Jung, sarebbe presente nei testi gnostici, che vedeva come espressioni simboliche delle dinamiche psichiche universali.
~~~
Delle visioni gnosticheggianti in epoca moderna ci siamo invece occupati su PsyPolitics nel 2020 a proposito degli autori Voegelin e Loeb, si vedano rispettivamente gli articoli, in inglese “Voegelin, ‘Scienza, Politica e Gnosticismo’ (2020)” – PsyPolitics e “Vita in una tecnocrazia”, 1933: un soviet di tecnici… in America? /2 (2021) – PsyPolitics.
Del testo di Jung su dischi volanti e U.F.O., così come delle dichiarazioni pubbliche dello psichiatra svizzero a questo riguardo, proveremo a tornare ad occuparci più avanti. Qualche decennio più tardi nel ‘900 un altro psichiatra, un professore statunitense importante della scuola medica di Harvard, il Premio Pulitzer John Edward Mack, si occupò pubblicamente in modo controverso di temi affini, ovvero di rapimenti alieni.
Qui è importante notare come attorno alla figura di Jung si concentrino diversi dei temi che stanno emergendo nel dibattito pubblico contemporaneo: si vedano lo gnosticismo, indirettamente gli allucinogeni per tramite di Osmond che pubblicò per primo il termine “psichedelico” e per tramite dello psicoanalista junghiano prima dell’OSS e poi di Harvard, Henry Murray, così come i temi avvalorati persino da personalità politiche come l’ex Presidente U.S.A. Obama in anni recenti legati a dischi volanti, alieni e cosiddetti U.F.O..
~~~
[cite]























