“Pazza” a Sanremo, da Nebbiosi 1972 a Bertè 2024 (2024)

Temi quali la “pazza” o “matta”, la normalità e il richiamo al manicomio, così come alla “santa” intesa in vario modo, ma anche a suoi opposti come la “ribelle”, la “maga”, la “strega” sono presenti in entrambi i testi e gli album in questione a più di mezzo secolo di distanza l’uno dall’altro.

Molto avanti con i tempi in fatto di confessione psichiatrica in ambito musicale, Nebbiosi scriveva: “Nel 1965 avevo avuto un esaurimento nervoso fortissimo. Avevo smesso la politica, gli studi, la musica. Il medico che mi curava (male) lavorava a S. Maria della Pietà (il manicomio di Roma) e ogni tanto, quando era di guardia, mi riceveva lì. Sentii che lì dentro, forse, ci sarei finito anche io se i miei non avessero avuto i soldi per farmi curare in altro modo. Questo mi diede una rabbia e un senso di rivolta infinite.

Senzani, criminologo delle Brigate Rosse, 2014: “Nel ’68 sono stato da Basaglia, lì mi sono nate delle idee e sono diventato molto rigido contro l’emarginazione”(2023)

“La storia delle Brigate Rosse fa parte di una storia più grande, la Storia del Movimento Rivoluzionario”. “Bisogna partire dagli albori”.