‘Geo’, ‘bio’ and ‘psy’ politics (2021)

At present the first traceable use of the term psychopolitics is by the German jurist expert in international law Heinrich Rogge in Psychopolitics and the problem of the leader (Psychopolitik und Führerproblem, 1925).

Rogge’s prominence is also testified by the reviews that at least from 1934 to 1937 his writings on Hitler and on the prospect of peace in Europe obtained in the magazine Foreign Affairs, of the US Council on Foreign Relations (CFR).

Lombroso, 1887: ‘Tre Tribuni, studiati da un alienista’ (2022)

Indice ~~~ PREFAZIONE All’amico ignoto, Non ho il coraggio di dedicare questo libro a un amico provato, come aveva fatto per l’altro; quando si lotta per verità poco note o poco accette non si deve legare alla catena dolorosa della propria impopolarità l’amico che a voi si affidava. Ma ve n’è uno, al quale chiContinue reading “Lombroso, 1887: ‘Tre Tribuni, studiati da un alienista’ (2022)”

“Un singolare filo rosso”. ‘Storia della Psicologia’, Mecacci 2019 (2022)

“Non sembra che ci sia altra scienza, se non la psicologia, per la cui comprensione occorra richiamarsi così direttamente alla vita, spesso drammatica, dei suoi protagonisti“.

“La sfida della psicologia del terzo millennio non è circoscrivibile al superamento delle sue crisi interne, teoriche e metodologiche, ma si configura come un confronto urgente con la societa’ contemporanea che non è piu’ inquadrabile – come schema generale di riferimento – nella polis entro cui nacque la disciplina nella sua versione occidentale. In effetti, si sta formando da alcuni anni un orientamento che, abbandonando le indagini settoriali, intende rispondere all’esigenza di rivedere la posizione della psicologia sui grandi valori che hanno caratterizzato la societa’ occidentale (la morale, la democrazia, la parita’ dei diritti, e in generale il rispetto della persona), e che oggi sono sotto l’attacco della globalizzazione”.

“Questa prospettiva politica, nel senso nobile della parola, che le deriva dal modello della democrazia ateniese, ci sembra la piu’ promettente”.

Aldous Huxley, 1958: intervista Rai in italiano su ‘Ritorno al mondo nuovo’ (2022)

“Dunque ho trovato che ci sono parecchie cose nel mondo attuale, delle forze impersonali e poi delle scoperte tecnologiche che spingono l’umanita’ verso quel totalitarianismo che ho descritto nella mia favola di trenta anni fa.”

“E poi ci sono scoperte tecnologiche soprattutto nel campo della psicologia, della farmacologia e della fisiologia che possono essere utilizzate per dittatori futuri. In questo senso mi trovo un po’ pessimista sull’avvenire.”

Biden: “Un fenomenale impatto psicologico negativo che il CoViD ha avuto sulla psiche pubblica” (2022)

“Come sottolinea Vivek Murthy, il Surgeon General, penso che una delle cose significative che troveremo tra dieci anni sia un fenomenale impatto psicologico negativo che il CoViD ha avuto sulla psiche pubblica.

E quindi ci sono un sacco di persone che, nonostante il fatto che le cose siano migliorate molto per loro dal punto di vista economico, che stanno pensando, ma come fai ad alzarti la mattina sentendoti felice – felice che tutto sia a posto?

Anche se il tuo lavoro è migliore, anche se hai più reddito”.

Sartori: “l’animale multimediale è già descritto e iscritto, tal quale, nei trattati sulla schizofrenia” (2022)

“Il video-bambino di oggi, della prima ondata, si limita a dispiegare un cervello logicamente e razionalmente atrofizzato; quello mutimedializzato di domani, della seconda ondata, sarà anche, allora, un io disintegrato, un io “decostruito” che andrà a popolare le cliniche psichiatriche. A detta di Negroponte, nell’era digitale “io sono io”. Accadrà invece, secondo me, l’esatto contrario. La mia previsione è che il mondo multimediale sarà popolato da un io virtuale disfatto in personalità multiple, e quindi dal perfetto e compiuto “io nevrotico”.

I generali americani della guerra del Vietnam erano malati di mente? Jervis sul potere e la follia (2021)

“L’attribuire il comportamento dei generali o degli imperialisti a una sorta di irrazionalità mostruosa comunemente accettata come normale significa impedirsi di considerare che la logica della guerra, o della bomba, o della fame, non è il risultato di processi psicologici particolari, ma di un sistema sociale che non è né pazzo né irrazionale e semplicemente difende con la massima coerenza certi interessi costituiti.”

“Depsichiatrizzare significa appunto interpretare in termini politici i problemi umani.”

Trump, spettacolo e psicolingua (2020)

“Zimbardo vede la TV della realtà come un formato logico per insegnare la psicologia. “Il motivo per cui la TV della realtà è così popolare è perché osservare il comportamento umano è affascinante, ” osservò. “Passo tutta la mia vita a fare questo”.

“La pace dell’Europa dipende dal sistema elettrochimico in quel cranio!” (2020)

Lo psicologo di Harvard Murray su Hitler

“Putin come Hitler? Cosa significa davvero” – ilGiornale.it (2022)

Intervista – “Cosa c’è davvero dietro l’abuso di termini quali “follia”, “pazzia”, “fobia” legati alla politica?
Ce ne parla il dottor Federico Soldani, epidemiologo psichiatra che lavora nel Regno Unito e studia la storia della psichiatria, in particolare rispetto alla dimensione politica”.

Putin, Pirandello e i cento anni di ‘Enrico IV’ (2022)

Secondo il Financial Times “ci sono analisti che temono che il leader russo si stia trasformando in Vlad il Matto. Pensano che Putin sia al potere da troppo tempo e stia diventando sempre più insensibile e paranoico. Il suo isolamento durante la pandemia ha peggiorato le cose”.

Scrisse Murray – capo psicologo dell’OSS durante la Seconda Guerra Mondiale e poi professore ad Harvard – nel 1937 su Hitler: “È un uomo insignificante, che mi sembra comportarsi al di là delle sue capacità. È sotto la costante cura di uno psichiatra di Monaco della vecchia scuola.

Sintomi: grave depressione e incubi (insonnia) – probabilmente di persecuzione. Pensare che la pace dell’Europa dipende dal sistema elettrochimico in quel cranio!”

“Fuori di testa”, Peyote & Co. (2022)

“La musica e la psichedelia sono la mia cura” – Mace

I “vivaci umori reattivi” e il “delirio di grandezza” di Emanuele Severino (2021)

“Una cosa che vorrei dire a Colletti e’ il senso di questa parola ‘follia’, che poi usa tanto Marx. Quando tu usi la parola follia e’ come se tu dessi del cretino a qualcuno, quando tu parli della follia… adesso mi ascolti in silenzio fino a che io ho finito.

Per te quando si dice follia e’ un equivalente di diminutio psicologica. Non e’ cosi’ per me.

Quando io parlo di follia dell’Occidente… anche Marx aveva molto rispetto per il capitalismo e diceva che era una follia. Allora quando noi per esempio diciamo che Lucifero e’ qualche cosa di assolutamente negativo e di folle perche’ va addirittura contro Dio, intendiamo dire che sia una specie di stupido, di cretino, di poveruomo? Mentre quando tu dai del folle nelle tue critiche, introduci – tu e altri – questa caratteristica psicologicamente negativa.”

Un anno di PsyPolitics (2021)

Un rovesciamento del mito della caverna di Platone: anziche’ essere liberati dalla prigionia dei sensi e delle percezioni veicolate attraverso la cultura, la societa’, la storia, ovvero attraverso l’ego psicoanalitico, i cittadini trasformati in pazienti vengono sempre piu’ isolati tra loro, distanziati, fatti operare attraverso il digitale ovvero a distanza, e vengono cosi’ infilati in una caverna di isolamento digitale, virtuale e tra non molto allucinogena.

Sia ‘cibernetica’ che ‘psichedelico’ sono espressioni con una chiara origine politica.

Fino a che punto un capitalismo che si cinesizza puo’ vedere la convergenza teorica di ‘comunismo acido’ e ‘completamente automatizzato’ da una parte e di ‘cypsy capitalism’ o ‘capitalismo cyber-psichedelico’ dall’altra?

E’ possibile capire la caotica politica contemporanea attraverso lo studio della storia della psichiatria e delle psicodiscipline?

PsyPolitics intende continuare nell’analisi dei prepotenti fenomeni politici oggi in corso.

‘Geo’, ‘bio’ e ‘psico’ politica (2021)

Il primo uso a cui si puo’ risalire del termine psicopolitica fu del giurista tedesco esperto di diritto internazionale Heinrich Rogge in “La psicopolitica e il problema del leader“ (Psychopolitik und Führerproblem, 1925).

La prominenza di Rogge e’ testimoniata anche dalle recensioni che almeno dal 1934 al 1937 i suoi scritti su Hitler e sulla prospettiva della pace in Europa ottennero sulla rivista Foreign Affairs, dello statunitense Council on Foreign Relations (CFR).