“Signor Presidente, lei è pazzo?”: il New York Times auspica un “intervento” sul “re pazzo” Trump, riecheggiando la scena di Giorgio III — ultimo re d’America — all’origine della psichiatria (2026)

Quando la politica viene costruita per il pubblico come uno spettacolo psichiatrico.

NYT: “tutti i piani e le politiche a Washington”, “gli eventi globali” e la “psiche” di Trump (2026)

Nonostante il New York Times si presenti come radicalmente anti-Trump, il suo linguaggio e la sua operazione interpretativa, letti in una prospettiva psicopolitica, risultano in realtà pienamente coerenti con la logica anti-politica e tecnocratica dell’amministrazione Trump.

5 novembre: Trump e gli allucinogeni (2024)

Molti dei personaggi vicini a Trump come grandi sostenitori sia politici sia mediatici hanno una caratteristica singolare in comune: sono sostenitori pubblici, quando non usatori dichiarati, di allucinogeni.

Cosa spiega questa incredibile concentrazione di persone favorevoli a droghe potenti come gli allucinogeni intorno al 45mo e adesso 47mo Presidente degli Stati Uniti d’America, Donald J. Trump ?

Federico Soldani: intervista TV, la psichiatrizzazione della politica dopo cinque anni è realtà (2024)

Intervista TV a Federico Soldani: la psichiatrizzazione della politica dopo cinque anni è una realtà – di Francesco Ippolito – Focus, 50 Canale – Sabato 3 agosto 2024

Due commenti sulla ‘psicolingua’ (2024)

“Qui si tocca un discorso sulla cosiddetta “psichiatrizzazione del linguaggio politico”, aperto da Federico Soldani, che merita ben altri approfondimenti”.

“Penso sempre a quanto Berlinguer sia stato contestato da sinistra. Io mi ricordo a Botteghe Oscure i cortei che passavano urlando ‘scemo, scemo’, anticipazione di quel linguaggio che poi oggi è diventato dominante”.

“Pazza” a Sanremo, da Nebbiosi 1972 a Bertè 2024 (2024)

Temi quali la “pazza” o “matta”, la normalità e il richiamo al manicomio, così come alla “santa” intesa in vario modo, ma anche a suoi opposti come la “ribelle”, la “maga”, la “strega” sono presenti in entrambi i testi e gli album in questione a più di mezzo secolo di distanza l’uno dall’altro.

Molto avanti con i tempi in fatto di confessione psichiatrica in ambito musicale, Nebbiosi scriveva: “Nel 1965 avevo avuto un esaurimento nervoso fortissimo. Avevo smesso la politica, gli studi, la musica. Il medico che mi curava (male) lavorava a S. Maria della Pietà (il manicomio di Roma) e ogni tanto, quando era di guardia, mi riceveva lì. Sentii che lì dentro, forse, ci sarei finito anche io se i miei non avessero avuto i soldi per farmi curare in altro modo. Questo mi diede una rabbia e un senso di rivolta infinite.

Fentanyl, in Oregon è stato di emergenza. Ma c’è molto di più – ilGiornale.it (2024)

“La governatrice dell’Oregon ha dichiarato lo stato di emergenza per l’aumento di casi di overdose legati all’uso di questo potente antidolorifico oppioide. Nel 2020 un referendum depenalizzò l’uso di droghe. Abbiamo chiesto un commento all’epidemiologo Federico Soldani”

Berlinguer, 1969: “concezioni illuministiche, gli psichiatri considerati come protagonisti del processo rivoluzionario” (2023)

“La psichiatria può invece servire in senso opposto alle richieste del potere, ed arricchire così l’azione politica (integrandosi, ma non confondendosi totalmente con essa) quando accompagna al rifiuto il tentativo di una nuova costruzione pratico-scientifica. Altrimenti, oltre ad alimentare concezioni idealistiche (l’uomo pensante considerato come essere inconoscibile) o concezioni illuministiche (gli psichiatri considerati come protagonisti del processo rivoluzionario), subentrano inevitabilmente, alla fase di vigorosa e necessaria denunzia, perplessità e momenti di crisi.”

“La cultura di sinistra, anche in Italia, si è concentrata sulle scienze umane: economia, storiografia, filosofia. Trascurando ciò che veniva chiamato “sovrastruttura” e ciò che potremmo chiamare “sottostruttura”.

“Sottostruttura” è tutto quello che non compare alla coscienza, che sta dietro, invisibile. Cioè, per intenderci, la vastissima materia che è studiata dalla psicanalisi e dalla stessa psicologia.”

‘Amica psilo’. Fachinelli, 1989 (2023)

“Differenza rispetto ad altre ‘droghe’ – che gettano in un infinito galoppante, turbolento. Qui un addentramento lento, per piccoli spostamenti – oppure, ed è lo stesso, occhi che via via si aggiungono, altre visioni convergenti.

Non si tratta di ‘tagliare’ col mondo, con la realtà, violentemente. Per me, basta spostare dei fili, dei legami, come si spostano i rami di un albero per vedere il mare, una radura.

Lo spicco, lo splendore di ogni cosa nasce dalla sospensione dei suoi collegamenti – nel tempo, nello spazio, nell’ordine causale. Un rumore mi sorprende e mi fa sobbalzare, imprevisto, solitario: eppure è quello, familiare, di una porta che sbatte.”

“(Più tardi). I temuti flashback degli allucinogeni: ritorni di ciò che si è provato sotto il loro effetto qualche tempo dopo, in piena “sobrietà”. Come una via ormai tracciata – ritrovata.”

‘Geo’, ‘bio’ and ‘psy’ politics (2021)

At present the first traceable use of the term psychopolitics is by the German jurist expert in international law Heinrich Rogge in Psychopolitics and the problem of the leader (Psychopolitik und Führerproblem, 1925).

Rogge’s prominence is also testified by the reviews that at least from 1934 to 1937 his writings on Hitler and on the prospect of peace in Europe obtained in the magazine Foreign Affairs, of the US Council on Foreign Relations (CFR).

Lombroso, 1887: ‘Tre Tribuni, studiati da un alienista’ (2022)

Capitolo VI:  Una nuova teoria psichiatro-zoologica delle rivoluzioni.

Capitolo VII: Esempi di matti politici.

“Un singolare filo rosso”. ‘Storia della Psicologia’, Mecacci 2019 (2022)

“Non sembra che ci sia altra scienza, se non la psicologia, per la cui comprensione occorra richiamarsi così direttamente alla vita, spesso drammatica, dei suoi protagonisti“.

“La sfida della psicologia del terzo millennio non è circoscrivibile al superamento delle sue crisi interne, teoriche e metodologiche, ma si configura come un confronto urgente con la societa’ contemporanea che non è piu’ inquadrabile – come schema generale di riferimento – nella polis entro cui nacque la disciplina nella sua versione occidentale. In effetti, si sta formando da alcuni anni un orientamento che, abbandonando le indagini settoriali, intende rispondere all’esigenza di rivedere la posizione della psicologia sui grandi valori che hanno caratterizzato la societa’ occidentale (la morale, la democrazia, la parita’ dei diritti, e in generale il rispetto della persona), e che oggi sono sotto l’attacco della globalizzazione”.

“Questa prospettiva politica, nel senso nobile della parola, che le deriva dal modello della democrazia ateniese, ci sembra la piu’ promettente”.

Aldous Huxley, 1958: intervista Rai in italiano su ‘Ritorno al mondo nuovo’ (2022)

“Dunque ho trovato che ci sono parecchie cose nel mondo attuale, delle forze impersonali e poi delle scoperte tecnologiche che spingono l’umanita’ verso quel totalitarianismo che ho descritto nella mia favola di trenta anni fa.”

“E poi ci sono scoperte tecnologiche soprattutto nel campo della psicologia, della farmacologia e della fisiologia che possono essere utilizzate per dittatori futuri. In questo senso mi trovo un po’ pessimista sull’avvenire.”

Biden: “Un fenomenale impatto psicologico negativo che il CoViD ha avuto sulla psiche pubblica” (2022)

“Come sottolinea Vivek Murthy, il Surgeon General, penso che una delle cose significative che troveremo tra dieci anni sia un fenomenale impatto psicologico negativo che il CoViD ha avuto sulla psiche pubblica.

E quindi ci sono un sacco di persone che, nonostante il fatto che le cose siano migliorate molto per loro dal punto di vista economico, che stanno pensando, ma come fai ad alzarti la mattina sentendoti felice – felice che tutto sia a posto?

Anche se il tuo lavoro è migliore, anche se hai più reddito”.

Sartori: “l’animale multimediale è già descritto e iscritto, tal quale, nei trattati sulla schizofrenia” (2022)

“Il video-bambino di oggi, della prima ondata, si limita a dispiegare un cervello logicamente e razionalmente atrofizzato; quello mutimedializzato di domani, della seconda ondata, sarà anche, allora, un io disintegrato, un io “decostruito” che andrà a popolare le cliniche psichiatriche. A detta di Negroponte, nell’era digitale “io sono io”. Accadrà invece, secondo me, l’esatto contrario. La mia previsione è che il mondo multimediale sarà popolato da un io virtuale disfatto in personalità multiple, e quindi dal perfetto e compiuto “io nevrotico”.