La governatrice dell’Oregon ha dichiarato lo stato di emergenza per l’aumento di casi di overdose legati all’uso di questo potente antidolorifico oppioide. Nel 2020 un referendum depenalizzò l’uso di droghe. Abbiamo chiesto un commento all’epidemiologo Federico Soldani
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di Orlando Sacchelli – 31 gennaio 2024 – 20:54
Lo stato dell’Oregon, 4,2 milioni di abitanti sulla costa ovest degli Stati Uniti, ha dichiarato lo stato d’emergenza per il fentanyl. O meglio, per l’aumento di casi di overdose legati all’uso di questo antidolorifico oppioide che ogni anno causa decine di migliaia di morti. La governatrice Tina Kotek ha annunciato “misure straordinarie” per affrontare l’emergenza. “Il nostro Paese e il nostro Stato – ha dichiarato – non hanno mai visto un aumento dei morti come adesso, un dato che ci spinge a intervenire subito”.
È bene ricordare che grazie a un referendum i cittadini dell’Oregon nel 2020 approvarono una misura che depenalizzava l’uso di tutte le droghe, tra cui il fentanyl. Sin da subito la decisione scatenò polemiche. Un dato inquietante: nello Stato tra il 2019 e il 2022 i morti per uso (o sarebbe meglio dire abuso) di oppioidi e simili sono passate dai 280 a 956. E complessivamente negli Usa quasi settantamila persone sono decedute per l’uso del fentanyl, solo nel 2021, il quadruplo nell’arco di cinque anni. Numeri probabilmente in difetto, visto che i medici legali spesso non hanno i mezzi necessari per accertare con specificità la causa esatta della morte.
Che succede ora? Lo stato d’emergenza durerà novanta giorni, durante i quali saranno lanciate campagne pubbliche sul tema e verà potenziato il servizio di consulenza e assistenza per le persone dipendenti dagli oppioidi. Ogni giorno i dati verranno aggiornati per seguire l’andamento dell’emergenza.
Abbiamo chiesto un parere al dottor Federico Soldani, epidemiologo psichiatra del National Health Service a Londra, che da anni studia questi problemi. “L’Oregon fa da laboratorio per le nuove biopolitiche legate alle droghe e alla medicalizzazione e psichiatrizzazione della popolazione. Questo tipo di politiche sono come una tenaglia che vede da una parte la depenalizzazione ma anche, per la prima volta, la promozione attiva delle sostanze psicoattive anche da strada o da discoteca, inclusi i potentissimi allucinogeni, e dall’altra una offerta sanitaria rinnovata per fare fronte ai problemi che queste sostanze inevitabilmente portano con sé. Il fentanyl – prosegue Soldani – è un esempio di come un farmaco, peraltro inizialmente da prescrizione, quindi teoricamente sotto controllo medico e non altrimenti disponibile, possa causare nel tempo effetti avversi anche gravi”.
C’è anche il fentanyl illegale, non prescritto dai medici. Quello che i cartelli della droga mescolano alle altre droghe, dato che è potente ed è più facile da trasportare e nascondere. Negli ultimi anni è soprattutto questo mix ad aver causato decessi, più che il fentanyl da prescrizione, che già li causava ma in misura inferiore.
“Queste sostanze potenti – prosegue Soldani – sono proposte anche per via medica, basti vedere l’altra notizia di alcuni mesi fa secondo la quale centri di distribuzione di questi prodotti sono regolati in Oregon dalle autorità sanitarie statali, anche se non serve una prescrizione per accedere agli allucinogeni, che sono adesso venduti al pubblico come ‘psichedelici’ e come trattamenti per la ‘salute mentale’ di tutti e di ciascuno, una assoluta novità di questi anni”.
Un altro aspetto importante da non sottovalutare: “I media quali la televisione pubblica statunitense PBS hanno riportato e rilanciato la notizia con l’invito alla popolazione a provare sostanze allucinogene avanzato dai nuovi centri privati dell’Oregon dove si possono provare legalmente allucinogeni quali i funghi magici contenenti il principio attivo psilocibina”.
Per concludere, a proposito della via medica per oppioidi, cannabis o allucinogeni, o altre droghe, “quello del Fentanyl – spiega Soldani – è un esempio di come un farmaco, peraltro da prescrizione, quindi teoricamente sotto controllo medico e non altrimenti disponibile, possa causare effetti avversi anche gravi, a dimostrazione che la via medica di per sé non garantisce dai problemi causati da questa nuova e preoccupante tendenza a produrre massivamente e poi diffondere tra la popolazione sostanze potenti”.
E ci sarebbe anche un’altra cosa interessante da sottolineare. I venditori di allucinogeni online non vengono penalizzati o bloccati da società come Facebook/Meta, il cui fondatore, tra l’altro, ha finanziato la campagna referendaria in Oregon del 2020 per depenalizzare le droghe.
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(Articolo riprodotto con permesso. Link originale: Fentanyl, in Oregon è stato di emergenza. Ma c’è molto di più – ilGiornale.it , https://www.ilgiornale.it/news/cronaca-internazionale/fentanyl-oregon-stato-emergenza-dietro-c-molto-pi-2276251.html
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Last Updated on February 4, 2024 by Federico Soldani
Un commento sull’esperimento sulle droghe in Oregon e la figura di William Leonard Pickard. Psilocibina per tutti vs. emergenza statale per il fentanyl: si può vedere questo contrasto secondo una visuale gnosticheggiante di spirito contro materia ?
William Leonard Pickard è una figura che abbiamo già menzionato su PsyPolitics nel contesto della storia degli allucinogeni e della politica delle droghe. Si veda ‘Mario Draghi study group’, 2001. Venti anni dopo, sarà un finanziere a scortarci attraverso la pandemia nella matrix digitale e allucinogena? (2022) – PsyPolitics
https://psypolitics.org/2022/01/22/mario-draghi-study-group-2001-venti-anni-dopo-sara-un-finanziere-a-scortarci-attraverso-la-pandemia-nella-matrix-digitale-e-allucinogena-2022/
Pickard, noto per essere stato coinvolto nella produzione e distribuzione su larga scala di LSD negli anni ’90, quello che viene spesso considerato il maggiore sequestro di LSD nella storia, ha avuto una carriera che includeva periodi di ricerca scientifica e accademica.
La sua previsione, che lui stesso commenta in diversi video recenti sul Web, riguardante il fentanyl risale a quando lavorava anche come ricercatore presso la Kennedy School of Government di Harvard. In quel periodo, Pickard esaminò le tendenze emergenti nell’uso e nell’abuso di sostanze, con un particolare interesse per gli oppioidi sintetici come il fentanyl.
La connessione tra il suo coinvolgimento con gli allucinogeni, in particolare la psilocibina e l’LSD, e la sua previsione sull’epidemia di fentanyl: da un lato, Pickard era profondamente immerso nella cultura psichedelica, che spesso valorizza gli allucinogeni per il loro potenziale di espansione della mente, crescita personale e applicazioni terapeutiche. Questa visione è in linea con le attuali ricerche che esplorano il potenziale terapeutico degli allucinogeni per trattare condizioni come la depressione, il disturbo da stress post-traumatico (PTSD) e le dipendenze. Dall’altro lato, la sua previsione sull’epidemia di fentanyl riflette i pericoli associati agli oppioidi sintetici. Il fentanyl, un oppioide sintetico diverse volte più potente della morfina, ha contribuito significativamente alla crisi degli oppioidi, causando un drammatico aumento delle morti per overdose negli ultimi anni.
La carriera e le intuizioni di Pickard incarnano la complessità del dialogo sulla politica delle droghe, oscillando nel suo caso tra l’affermazione dei benefici potenziali di alcune sostanze psicoattive e la consapevolezza dei gravi rischi posti da altre. La sua esperienza evidenzia come la stessa persona possa contribuire a promuovere la comprensione e l’accettazione degli allucinogeni, pur avvertendo sui pericoli di altre sostanze, in questo caso oppioidi, potentemente “addictive” e letali. Questo dualismo riflette un temi attualmente centrali nel campo della psichiatria e della politica delle droghe.
Qusto dualismo che può forse essere paragonato al dualismo gnostico di materia contro spirito, trova una interessante manifestazione contemporanea nella situazione dell’Oregon, che sta navigando tra due correnti molto diverse nella politica delle droghe.
Da una parte, l’Oregon sta sperimentando un’apertura progressiva verso l’uso di psilocibina, in particolare con l’approvazione di misure legislative che permettono l’uso controllato di psilocibina in contesti terapeutici e, in alcuni casi, più ampi e non clinici, con invito ripreso dalla televisione pubblica PBS a tutti i cittadini a provare psilocibina in cliniche private, in assenza di diagnosi o prescrizione.
Dall’altra parte, l’Oregon sta affrontando una grave crisi legata al fentanyl, che ha portato alla dichiarazione di uno stato di emergenza nel 2024 a causa dell’aumento delle morti per overdose e dei problemi di salute pubblica associati. Questa crisi riflette le preoccupazioni più ampie riguardanti l’epidemia di oppioidi che colpisce gli Stati Uniti, caratterizzata da un uso diffuso di oppioidi sintetici potenti e pericolosi come il fentanyl.
Il dualismo qui si manifesta nel contrasto tra la valorizzazione degli allucinogeni come strumenti per l’espansione della coscienza e il miglioramento del benessere psicologico (lo “spirito”), e la battaglia contro le devastanti conseguenze dell’abuso di oppioidi sintetici (la “materia” in termini di dipendenza e danni fisici).
Questa situazione mette in luce le complessità e le sfide nell’approccio alla politica delle droghe, dove le sostanze possono essere viste sia come mezzi di liberazione e guarigione, sia come fonti di dipendenza e distruzione. Talora le stesse sostanze, non necessariamente droghe diverse tra loro.
In Oregon, la promozione dell’uso di psilocibina senza ricetta medica in cliniche private per individui senza diagnosi psichiatriche specifiche riflette un movimento che va anche verso la demedicalizzazione e la decriminalizzazione degli allucinogeni, promuovendo un approccio presentato spesso come più aperto e meno stigmatizzante all’esplorazione della coscienza.
Quindi siamo in presenza di movimenti di terapeutizzazione della popolazione generale, con invito a tutti a usare droghe quali quelle allucinogene, e nel contesto di questa terapeutizzazione un’area demedicalizzata di uso di sostanze allucinogene come la psilocibina, i funghi magici. Allo stesso tempo, la crisi del fentanyl sottolinea la necessità urgente di affrontare le questioni di salute pubblica legate all’abuso di sostanze, richiamando l’attenzione su politiche di prevenzione medica, trattamento e cosiddetta “riduzione del danno”. In questo caso si passerebbe da un approccio di tipo legale a uno maggiormente medico.
Le politiche di riduzione del danno e di contenimento delle droghe sono superate dalla attuale promozione attiva, spesso online, per espandere l’uso a persone che non sono ancora utilizzatori o consumatori di sostanze, quali ad esempio la cannabis o gli allucinogeni.
Questo dualismo evidenzia anche una tensione nelle politiche sulle droghe, ovvero come equilibrare la libertà individuale, il presunto potenziale terapeutico di certe sostanze, e la necessità di proteggere la salute pubblica e prevenire l’abuso di sostanze dannose, e più in generale proteggere la società in quanto tale. La situazione in Oregon può servire come caso di studio.
“Non è necessario sottoporsi al trattamento, ma ti daranno informazioni su come ottenere il trattamento”, ha detto Yoo. “Questo è tutto quello che devi fare.”
I documenti del tribunale mostrano che l’uomo non ha mai fatto la chiamata.
E questo è tipico.
Finora, la polizia ha emesso più di 7.000 citazioni, ma a dicembre solo poche centinaia di persone avevano chiamato la hotline per farsi valutare per un disturbo da uso di sostanze. E ancora meno hanno avuto accesso alle cure attraverso il sistema delle citazioni.
Questo scambio – una denuncia per uso di droga, anziché un arresto – è una diretta conseguenza della Misura 110.”
https://www.npr.org/2024/02/07/1229655142/oregon-pioneered-a-radical-drug-policy-now-its-reconsidering