Stiamo assistendo alla nascita di un nuovo potere psichiatrico globale? (2019)

di Federico Soldani

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Perché la politica, i politici e i cittadini che fanno politica sono sempre più frequentemente rappresentati sui mass media e sui social media come pazzi fuori controllo?

Perché sempre di più il linguaggio politico si popola di termini che si pretendono tecnico-scientifici o metafore quali “patologia politica” o “salute politica” o, per citare un esempio recente, “politica del testosterone”?  In particolare, perché applichiamo sempre più spesso psico-parole quali “narcisismo”, “patologia mentale”, “salute mentale”, “sociopatia” o “schizofrenia” a categorie sociali, economiche o politiche?

E come mai le metafore e le analogie politiche fanno ormai costante riferimento a medicina, psicologia, o epidemiologia?

Perché le idee vengono lentamente ma costantemente accomunate a pensieri malati? O la diffusione di idee politiche e non solo viene presentata sempre più in senso letterale come una epidemia, una diffusione virale, da fermare e da prevenire?

Perché il Presidente U.S.A. “l’uomo più potente del mondo” viene rappresentato come un pazzo?  O blockbusters hollywoodiani come ‘Joker’ rappresentano il popolo e il cittadino sovrano come de-politicizzati, selvaggi, criminali e pazzi?

Il linguaggio “politicamente corretto” ha una funzione disciplinare e “ortopedizzante”? Se sì, come?

Perché si stanno diffondendo allucinogeni, psichedelici e prodotti della cannabis su scala di massa e per ogni uso possibile e immaginabile, ‘terapeutico’ o meno?

Queste tendenze sono del tutto nuove o fanno parte di un’ideologia che viene da lontano?

Qui sotto il link di una relazione che ho tenuto al Royal College of Psychiatrists nella City di Londra, nell’estate 2019, che cerca di spiegare le nuove e prepotenti tendenze d’avanguardia come indispensabili elementi preparatori al passaggio verso una post-democrazia globale, anti-politica, digitale, essenzialmente tecnocratica e con ogni probabilità totalitaria.

Un percorso di apparente ‘liberazione’ che è invece il percorso della de-sovranizzazione di ciascuno di noi dalla propria razionalità.

(Testo introduttivo qui sopra, dell’autore, 28 ottobre 2019: http://uropia.blogspot.com/2019/10/stiamo-assistendo-alla-nascita-di-un.html)

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Video sottotitolato in inglese o in italiano:   https://youtu.be/l_yyv_jzfI0

“Are we witnessing the emergence of a new global psychiatric power?”

Federico Soldani, MD, SM, PhD

3rd September 2019 – Royal College of Psychiatrists – London

Philosophy of Psychiatry Special Interest Group
Biennial Conference – “Madness, the Mind, and Politics” See this link for program.

Traduzione in italiano dell’abstract originale, sottomesso il 15 Maggio 2019:

Stiamo assistendo alla nascita di un nuovo potere psichiatrico globale?

Negli ultimi anni abbiamo osservato una crescente attenzione al linguaggio e ai concetti relativi alla salute mentale nel più ampio mondo sociale e politico.

Ad esempio, il linguaggio politico relativo alle “fobie” è rapidamente diventato di uso comune.

Un simile lessico derivato in gran parte da psichiatria, psicologia e psicoanalisi potrebbe portare a una progressiva interiorizzazione e de-politicizzazione di concetti civici, senza che la maggior parte dei cittadini se ne renda conto.

Più recentemente, eminenti gruppi di intellettuali, inclusi psichiatri provenienti da istituzioni accademiche globali, hanno discusso esplicitamente di una nuova necessità della psichiatrizzazione di vecchi concetti e istituzioni in politica.

Tra gli altri, l’economista della Columbia University Jeffrey Sachs, in un volume scritto da 37 co-autori intitolato “The Dangerous Case of Donald Trump” (2nd Edition, 2019), ha affermato esplicitamente: “Coloro che fingono di essere nel regno della politica quando siamo veramente nel regno della psicopatologia rendono la situazione ancora più pericolosa, perché non saranno preparati mentre sono in gioco il futuro del pianeta e della razza umana.”

L’ex capo del DSM-IV Allen Frances, nel suo saggio “Twilight of American Sanity: A Psychiatrist Analyzes the Age of Trump” (2017), ha affermato: “Trump non è pazzo. Noi lo siamo”.

Michel Foucault, nella sua serie di lezioni del 1973-74 sul “Potere psichiatrico” al Collège de France, ha sottolineato la follia di Re Giorgio III d’Inghilterra, monarca di un impero britannico globale, come riportato da Philippe Pinel nel seminale “Traité médico -philosophique sur l’aliénation mentale; ou la manie ”, pubblicato nel 1800 a Parigi. Secondo Foucault, tale emblematica scena di follia ha segnato la nascita della psichiatria e il passaggio dal potere sovrano al potere disciplinare nel mondo moderno.

In questa luce, l’attuale psichiatrizzazione pubblica dell ‘”uomo più potente del mondo”, come spesso i media descrivono il presidente degli Stati Uniti d’America, potrebbe essere vista come un nuovo cambio di paradigma nel potere contemporaneo.

Un tale spettacolo pubblico viene trasmesso in tutto il mondo tramite TV e social media digitali (ad esempio Twitter) in tempo reale. Oltre al crescente uso di un lessico psicologizzato nel linguaggio quotidiano, un ruolo potrebbe essere giocato da tale spettacolo comunicando simbolicamente e contribuendo a uno spostamento culturale globale verso una visione del mondo soggettivista e una progressiva de-politicizzazione della cittadinanza.

Last Updated on July 28, 2020 by Federico Soldani

One thought on “Stiamo assistendo alla nascita di un nuovo potere psichiatrico globale? (2019)

  1. Più di un anno dopo la mia presentazione di Londra qui sopra, incentrata dal titolo sulla serie di lezioni di Foucault “Il Potere Psichiatrico” (1973-1974), lo storico direttore di Lancet, Sir Richard Horton, sta cercando di far scoprire Foucault alla medicina e alla sanita’ pubblica anglofone.

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    Offline: COVID-19: una crisi di potere
    Richard Horton

    Pubblicato: 31 ottobre 2020DOI: https: //doi.org/10.1016/S0140-6736 (20) 32262-5

    COVID-19 riguarda la politica del corpo. In una serie di lezioni e saggi negli anni ’70 e all’inizio degli anni ’80, Michel Foucault (morto nel 1984) ha sostenuto che la disciplina della salute pubblica è emersa con la nascita del capitalismo nel XVIII secolo. Il corpo venne inteso come uno strumento di produzione economica, di forza lavoro, e divenne così un soggetto di notevole interesse politico. La medicina e la salute pubblica sono state approvate come strumenti per migliorare queste forze produttive, per garantire che le persone fossero idonee al lavoro. La priorità data al corpo come importante, determinante della prosperità mercantilista correva parallela a un’ulteriore svolta storica: il significato del governo.

    “L’imperativo per la salute”, scrive Foucault, “allo stesso tempo il dovere di ciascuno e l’obiettivo di tutti”. “Il corpo è una realtà biopolitica; la medicina è una strategia biopolitica”. La salute pubblica – osservazione e misurazione della malattia, standardizzazione della conoscenza e della pratica e creazione di una struttura amministrativa per la gestione della salute – divenne un tipo di potere pastorale con l’obiettivo dello sviluppo sociale ed economico. La crescente importanza della salute per le società industriali ha portato alla valorizzazione dei medici e alla crescita della scienza medica. Si è formata un’alleanza tra la medicina e lo stato – “una presa politico-medica su una popolazione”.

    https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/33129380/

    https://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736(20)32262-5/fulltext

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    E questo mio articolo contiene anche una breve risposta a questo articolo su Lancet:

    https://psypolitics.org/2020/11/06/a-new-global-psychiatric-power-intro-2020/

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