NYT: “tutti i piani e le politiche a Washington”, “gli eventi globali” e la “psiche” di Trump (2026)

Nonostante il New York Times si presenti come radicalmente anti-Trump, il suo linguaggio e la sua operazione interpretativa, letti in una prospettiva psicopolitica, risultano in realtà pienamente coerenti con la logica anti-politica e tecnocratica dell’amministrazione Trump

di Federico Soldani – 25 gennaio 2026

English

Nella Edizione Internazionale del New York Times di sabato-domenica 24–25 gennaio 2026 compare in prima pagina un Memorandum dalla Casa Bianca / analisi giornalistica — una forma di giornalismo di cronaca e approfondimento — a firma di Shawn McCreesh (Un anno dopo, alla ricerca di una strategia dietro l’imprevedibilità di TrumpThe New York Times, 20 gennaio), insieme a un articolo di opinione principale di David Brooks (L’imminente crollo di TrumpThe New York Times, sezione Opinion, 23 gennaio).

Entrambi gli articoli psichiatrizzano pesantemente il 47° Presidente degli Stati Uniti d’America, Donald J. Trump. In due distinti occhielli editoriali evidenziati, uno per ciascun articolo (le cui foto sono qui riprodotte con le parti rilevanti evidenziate), il New York Times pone esplicitamente in primo piano la “psiche” di Trump come categoria esplicativa causale.

Questo sviluppo è coerente con una previsione che ho formulato per la prima volta in una presentazione orale a un congresso del Royal College of Psychiatrists di Londra (estate 2019), successivamente documentata su PsyPolitics (“Stiamo assistendo alla nascita di un nuovo potere psichiatrico globale?’ (2019), dove — in un autentico isolamento intellettuale — ho elaborato quella che era, e rimane tutt’oggi per quanto ne so, una tesi senza precedenti riguardante una trasformazione storicamente inedita: vale a dire che la politica sarebbe stata sempre più riformulata in termini medici e psicologici, come meccanismo strutturale per il suo spostamento verso forme tecnocratiche di governance.

Si veda inoltre, a questo proposito, “‘Psyspeak’ (psicolingua) su PsyPolitics e ‘therapy-speak’ (linguaggio della terapia) su The New Yorker (2021).”

Dall’articolo di prima pagina: “La politica estera, l’economia, la politica interna — tutti i piani e le politiche a Washington passano ora attraverso il filtro della psiche ‘imprevedibile’ di Mr. Trump.”

Dall’articolo di opinione principale: “Gli eventi globali sono spinti dalla psiche danneggiata di un solo uomo.”

Dopo molti anni di analisi all’interno del quadro teorico di PsyPolitics, è evidente — anche attraverso un’analisi psicopolitica relativamente semplice — che affermazioni di questo tipo non sono soltanto anti-politiche, ma anche strategicamente allineate — nello spirito e negli effetti — con l’agenda stessa che questi articoli dichiarano di voler contrastare.

Tali formulazioni sono fuorvianti nella misura in cui riducono fenomeni complessi come “tutti i piani e le politiche a Washington” e persino “gli eventi globali” alla psiche di una singola figura politica e istituzionale. Questo manifestamente non è il caso. Un simile inquadramento finisce per riprodurre la stessa logica anti-politica e tecnocratica che caratterizza l’amministrazione Trump stessa.

~~~

Cita questo articolo come: Federico Soldani, “NYT: ‘tutti i piani e le politiche a Washington’, ‘gli eventi globali’ e la ‘psiche’ di Trump (2026)“, in PsyPolitics, 25 gennaio 2026,
https://psypolitics.org/2026/01/25/nyt-all-plans-and-policies-in-washington-global-events-and-trumps-psyche-2026/

Last Updated on January 28, 2026 by Federico Soldani

Leave a Reply

Discover more from PsyPolitics

Subscribe now to keep reading and get access to the full archive.

Continue reading