Putin, Pirandello e i cento anni di ‘Enrico IV’ (2022)

Vladislav Surkov e il teatro d’avanguardia

di Federico Soldani – 24 Febbraio 2022

Esattamente cento anni fa, il 24 febbraio 1922, andava in scena per la prima volta uno dei capolavori di Luigi Pirandello – italiano insignito del Premio Nobel per la letteratura nel 1934 – al Teatro Manzoni di Milano, ovvero il suo dramma in tre atti scritto nel 1921 ‘Enrico IV’.

Era il periodo in cui in Italia si stava affermando il fascismo, che prese il potere nel 1922.

Come riporta la voce Wikipedia (accesso 24 febbraio 2022) “Considerato il capolavoro teatrale di Pirandello insieme a Sei personaggi in cerca di autoreEnrico IV è uno studio sul significato della pazzia e sul tema caro all’autore del rapporto, complesso e alla fine inestricabile, tra personaggio e uomo, finzione e verità.”

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Oggi 24 febbraio 2022 la Federazione Russa ha invaso la nazione dell’Ucraina. Si veda ad esempio Ucraina, la Russia inizia l’invasione | Wired Italia.

Il 7 febbraio di quest’anno, sul Financial Times, il giornalista britannico Gideon Rachman – vincitore del Premio Orwell 2016 per il giornalismo politico – ha scritto ‘Putin, l’Ucraina e la teoria del pazzo della diplomazia’ (enfasi e link aggiunti, anche nelle successive citazioni):

“Ci sarà una guerra in Ucraina? L’unico uomo che potrebbe saperlo con certezza è Vladimir Putin. […]

Ma come deciderà Putin? Dipende dalla versione del leader russo in cui credi: Putin il Razionale o Vlad il Matto.

La maggior parte dei politici occidentali crede in Putin il razionale. Sostengono che, dopo oltre 20 anni al potere, il leader russo è una quantità nota. È spietato e amorale. Ma è anche scaltro e calcolatore. Si prende dei rischi, ma non è pazzo.

Ma ci sono altri analisti che temono che il leader russo si stia trasformando in Vlad il Matto. Pensano che Putin sia al potere da troppo tempo e stia diventando sempre più insensibile e paranoico. Il suo isolamento durante la pandemia ha peggiorato le cose. […]

Il leader russo potrebbe essere sempre più guidato da emozioni e teorie eccentriche. […] se Vlad il Matto ora dirige lo spettacolo, è possibile che la Russia intraprenderà un’azione molto più radicale. E se Putin credesse alla propria propaganda? Una credenza appassionata nell'”unità di russi e ucraini” – combinata con una convinzione paranoica che l’America stia manipolando gli eventi in Ucraina – potrebbe portare il leader russo a sottovalutare pericolosamente la realtà del nazionalismo ucraino. Di conseguenza, Putin potrebbe non comprendere appieno l’entità dell’opposizione che le forze russe incontreranno, se tenteranno di invadere e occupare l’Ucraina.

Un’ultima svolta è che Putin il Razionale potrebbe fingere di essere Vlad il Matto.

È stato Richard Nixon a delineare la “teoria del pazzo”, quando il presidente degli Stati Uniti ha detto agli assistenti che potrebbe essere utile se i nemici dell’America pensassero che fosse abbastanza pazzo da usare armi nucleari. Si dice che Putin stia pianificando esercitazioni di armi nucleari di alto profilo nelle prossime settimane, il che sarebbe una mossa direttamente dal copione del “pazzo”.

Ma il confine tra agire come un pazzo ed essere un pazzo è sottile in modo sconcertante.”

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A proposito degli effetti depoliticizzanti dei discorsi psicologici e medici, potrebbe essere rilevante leggere ciò che lo psichiatra italiano Giovanni Jervis scrisse nel suo “Manuale Critico di Psichiatria” (Feltrinelli, 1975) sui generali americani della guerra del Vietnam:

È opportuno considerare con sospetto le tesi avanzate da alcuni sostenitori dell’antipsichiatria come R.D. Laing [psichiatra britannico, ndr], quando affermano che i generali guerrafondai americani sono più pericolosamente matti di un individuo ricoverato in manicomio con una diagnosi di psicosi.

Attribuire il comportamento dei generali o degli imperialisti – sosteneva Jervis – a una sorta di mostruosa irrazionalità comunemente accettata come normale, significa non permettersi di considerare che la logica della guerra, o della bomba, o della fame, non sono il risultato di particolari processi psicologici, ma di un sistema sociale che non è né folle né irrazionale, e difende semplicemente con la massima coerenza alcuni interessi costituiti”.

Si veda, in inglese, I generali americani della guerra del Vietnam erano malati di mente? Jervis sul potere e la follia (2021) – PsyPolitics

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Come suggeriva il documentarista Adam Curtis sulla BBC nel 2014 siamo oggi in presenza di “un nuovo sistema di controllo politico. E per capire cosa stia succedendo, si deve guardare alla Russia, a un uomo chiamato Vladislav Surkov, che è un eroe del nostro tempo.

Surkov è uno dei consiglieri del presidente Putin e lo ha aiutato a mantenere il suo potere per 15 anni, ma lo ha fatto in un modo davvero nuovo.

Veniva originariamente dal mondo dell’arte d’avanguardia e coloro che hanno studiato la sua carriera affermano che ciò che ha fatto Surkov è importare idee dall’arte concettuale nel cuore stesso della politica.

Il suo scopo è minare la percezione del mondo da parte delle persone, in modo che non sappiano mai cosa stia realmente accadendo.”

Surkov, secondo il documentario di Curtis del 2016 trasmesso dalla BBC “IperNormalizzazione” ha fatto uso proprio di idee prese dal teatro d’avanguardia per utilizzarle nella politica russa. E’ stato anche a lungo consigliere personale di Putin per l’Ucraina.

Si veda ad esempio L’autore nascosto del Putinismo (2014) – The Atlantic.

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Il rapporto tra la politica e la psichiatria in Russia data sin da prima delle rivoluzioni russa del 1905 e poi di febbraio e di ottobre – bolscevica – del 1917 per proseguire negli anni post-rivoluzionari. Si vedano a questo proposito “Quale vantaggio trae la Russia da questo Istituto?” Lo zar Nicola II sull’Istituto Psico-Neurologico (2021) L’ultimo imperatore di Russia e i rivoluzionari dell’Istituto Psico-Neurologico di Vladimir Bekhterev – PsyPolitics, L’epigrafe de “Il Mondo Nuovo” di Huxley e lo psichiatra bolscevico Bogdanov (2020) – PsyPolitics, ‘Lenin è stato un fallimento? Un dibattito’. ‘Lenin, il distruttore’, Sorokin 1924 (2021) – PsyPolitics, e “Psichiatria russa – Il suo background storico e ideologico”, Zilboorg 1942 (2021) – PsyPolitics.

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Come riportato su Wikipedia, nell’‘Enrico IV’ di Pirandello “Un nobile del primo ‘900 prende parte ad una cavalcata in costume nella quale impersona l’imperatore Enrico IV di Franconia; alla messa in scena, prendono parte anche Matilde Spina, donna della quale è innamorato, ed il suo rivale in amore Belcredi. Quest’ultimo disarciona Enrico IV, il quale nella caduta batte la testa e si convince di essere realmente il personaggio storico che stava impersonando.

La follia dell’uomo viene assecondata dai servitori che il nipote Di Nolli mette al suo servizio per alleviare le sue sofferenze; dopo 12 anni Enrico guarisce e comprende che Belcredi lo ha fatto cadere intenzionalmente per rubargli l’amore di Matilde. Decide così di fingersi ancora pazzo, di immedesimarsi nella sua maschera per non voler vedere la realtà dolorosa.

Dopo 20 anni dalla caduta, Matilde, Belcredi, Frida (la figlia di Matilde), Di Nolli e uno psichiatra vanno a trovare Enrico IV. Lo psichiatra è molto interessato al caso della pazzia di Enrico IV, che continua, a loro insaputa, la sua finzione, e dice che per farlo guarire si potrebbe provare a ricostruire la stessa scena di 20 anni prima e ripetere la caduta da cavallo.

La scena viene così allestita, ma al posto di Matilde recita la figlia. Enrico IV si ritrova così di fronte la ragazza, che è esattamente uguale alla madre Matilde da giovane, la donna che Enrico aveva amato e che ama ancora. Ha così uno slancio che lo porta ad abbracciare la ragazza, ma Belcredi, il suo rivale, non vuole che la ragazza venga abbracciata e si oppone.

Enrico IV sguaina così la spada e ferisce Belcredi. Per sfuggire definitivamente alla realtà (e alle conseguenze del suo gesto), decide di fingersi pazzo per sempre.”

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Anche quello che sarebbe stato il capo psicologo dell’OSS americano durante la Seconda Guerra Mondiale, piu’ tardi professore ad Harvard, Henry Murray – lo psicologo junghiano che predisse il suicidio di Hitler sulla base del suo profilo psicologico – parlava negli anni trenta di Hitler in termini di follia. Si veda, in inglese, “La pace dell’Europa dipende dal sistema elettrochimico in quel cranio!” (2020) – PsyPolitics.

Nella biografia di Murray intitolata “Storia d’amore raccontata” (Harvard University Press, 1992), è interessante notare come la retorica usata da Murray su Hitler nel 1937 assomigli da vicino a quella usata nel 2020 per Trump e a quella usata nel 2022, ma anche negli anni precedenti, per Putin.

Anche Biden e’ sempre piu’ spesso rappresentato come demente. Da Trump a Biden, saremmo passati dunque dallo psicotico psicopatico al demente empatico. E il presidente francese Macron nel 2019 parlo’ – e di conseguenza fu criticato e si dovette scusare – pubblicamente di “morte cerebrale” della NATO. Una sorta di show mediatico psico-politico attraverso i mezzi di comunicazione sia di massa sia digitali.

Si veda a questo proposito, in inglese, Trump, spettacolo e psicolingua (2020) – PsyPolitics e, in italiano, ‘Geo’, ‘bio’ e ‘psico’ politica (2021) – PsyPolitics.

Come scritto su PsyPolitics nel 2021, il primo uso del temine psico-politica fu proprio in riferimento alla guida del paese, da parte del giurista tedesco esperto in diritto internazionale Heinrich Rogge in La psicopolitica e il problema del leader (Psychopolitik und Führerproblem, 1925). La prominenza di Rogge e’ testimoniata anche dalle recensioni che almeno dal 1934 al 1937 i suoi scritti su Hitler e sulla prospettiva della pace in Europa ottennero sulla rivista Foreign Affairs, dello statunitense Council on Foreign Relations (CFR).

In tutti questi casi, colpisce l’uso sempre piu’ frequente di immagini psicologiche – e in particolare di un linguaggio medico-psicologico che si puo’ definire ‘psicolingua’ – invece di argomentazioni politiche in relazione a figure e situazioni politiche anche di rilevanza internazionale.

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Murray fece un viaggio in Germania con la sua famiglia durante l’estate del 1937 e scrisse a casa di aver avuto una “vista ravvicinata” di Hitler al festival di Wagner a Bayreuth.

“È un uomo insignificante e tormentato – scrisse Murray – che mi sembra comportarsi al di là delle sue capacità. È sotto la costante cura di uno psichiatra di Monaco della vecchia scuola.

Sintomi: grave depressione e incubi (insonnia) – probabilmente di persecuzione. Pensare che la pace dell’Europa dipende dal sistema elettrochimico in quel cranio!”

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[Questa presentata è l’edizione mandata in onda dalla RAI il 17 marzo del 1967 sul Programma Nazionale con la regia di Claudio Fino, superbamente interpretata ed una delle più applaudite. Personaggi e interpreti: Enrico IV: Salvo Randone; La marchesa Matilde Spina: Neda Naldi; Sua figlia Frida: Teresa Ricci; Il marchese Carlo Di Nolli: Umberto Ceriani; Il barone Tito Belcredi: Carlo D’Angelo; Il dottor Dionisio Genoni: Loris Gizzi; Landolfo(Lolo): Carlo Cataneo; Arlaldo(Franco): Giancarlo Fantini; Ordulfo(Momo): Luciano Fino Bertoldo(Tino): Armando Bandini; Il vecchio cameriere Giovanni: Mario Pucci; Primo valletto: Dino Peretti; Secondo valletto: Lorenzo Logli

Da tenere presente anche il film di Marco Bellocchio con Marcello Mastroianni e Claudia Cardinale ispirato all’Enrico IV di Pirandello, Enrico IV (film 1984) – Wikipedia].

Cite this article as: Federico Soldani, "Putin, Pirandello e i cento anni di ‘Enrico IV’ (2022)," in PsyPolitics, February 24, 2022, https://psypolitics.org/2022/02/24/putin-pirandello-e-i-cento-anni-di-enrico-iv-2022/.

Last Updated on February 26, 2022 by Federico Soldani

3 thoughts on “Putin, Pirandello e i cento anni di ‘Enrico IV’ (2022)

  1. BBC Radio 4 – Seriamente… – Incontra l’uomo più potente di cui non hai mai sentito parlare

    https://www.bbc.co.uk/programmes/articles/28TzwkvPxBrDh69KgNh8VwP/meet-the-most-powerful-man-you-ve-never-heard-of

    “Controlla i gruppi separatisti in Ucraina

    Documenti trapelati dal suo ufficio al Cremlino mostrano che Surkov gestisce una rete di attivisti nella regione orientale del Donbas, dove combattenti separatisti stanno conducendo una guerra contro Kiev con il sostegno di Mosca. Un ex leader ribelle ha detto:

    “Periodicamente mi incontravo con Vladislav Surkov. È una delle persone più intelligenti che abbia mai incontrato in vita mia. A volte penso a lui come a un attore, da solo sul palco. Sto guardando il suo spettacolo, e allo stesso tempo sto imparando da lui: l’arte della politica, l’arte del possibile”.

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