La carriera politica di Mao, Yale e il “riorientamento del pensiero” (2020)

di Federico Soldani

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Su Yale Daily News (29 Febbraio 1972), il più antico giornale di college fondato nel 1878 a Yale, una delle prime università americane (1701), in prima pagina nell’articolo centrale in alto campeggia una foto di Mao, il leader cinese del “grande balzo in avanti”.

Come recita la voce Wikipedia in inglese (accesso 7 giugno 2020) dedicata alla Associazione Yale-Cina: “Tra il 1919 e il 1920, il futuro presidente Mao Zedong ebbe diversi incontri con la scuola: ne curò la rivista per studenti, ri-focalizzandola sul tema del “riorientamento del pensiero” e amministrando una libreria fuori dal college di medicina della stessa scuola”.

Qui sotto e’ riportata una traduzione, per la prima volta in italiano, del testo dell’articolo del Yale Daily News del 29 Febbraio 1972.

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Grouppo di Yale incoraggia l’Emergere di Mao

[Redattore di Yale Journal]

Sotto la foto di Mao, la seguente didascalia:

“Yale ha aiutato molti giovani a iniziare la loro ascesa politica al potere. Nella classe del 1919, oltre ai 1000 leader diplomati a New Haven, Yale-in-China stava aiutando un giovane di nome Mao-Tse-tung”.

Testo articolo originale:

William F. Buckley non era l’unica figura di Yale legata al viaggio presidenziale in Cina. Senza il supporto di Yale, Mao Tse Tung potrebbe non essere mai emerso dall’oscurità per comandare la Cina.

Jonathan Spence, professore di storia cinese, fu il primo a scoprire la connessione di Mao-Tse-Tung con Yale.

Il professore notò: “Nel 1919, Mao, 26 anni, era a Changsa, dopo aver terminato gli studi di scuola media. Visitò Pechino e mentre era lì riceveva la sua … seria introduzione alla teoria comunista nel gruppo di studio marxista di Li Ta-chao.

“Ora, se voleva sviluppare una reputazione negli ambienti socialisti, doveva trovare un forum per diffondere le sue opinioni … A questo punto cruciale l’unione studentesca di Yale-in-China invito’ Mao a farsi carico della direzione del loro giornale”.

Mao accettò la posizione e cambiò il formato della rivista studentesca: ora avrebbe affrontato le critiche sociali e i problemi attuali e si sarebbe concentrato sul “riorientamento del pensiero” ….

Mao viaggiò a Pechino e studiò la teoria marxista. A Shanghai conobbe Ch’en Tu-hsiu (che in seguito divenne il leader del Partito Comunista Cinese). A Mao fu detto di formare un ramo di area del partito comunista, ma non aveva né fondi né un luogo per svolgere incontri.

“Ancora una volta Yale è intervenuta”, ha ricordato Spence. “Il college di medicina di Yale-in-China accetto’ di affittare a lui tre stanze, che Mao definì la sua “libreria culturale”.

Gli affari crebbero e Mao fu in grado di raggiungere vendite elevate su titoli cinesi quali “Un’introduzione al capitale di Marx”, “Uno studio sulla Nuova Russia” e “Il sistema sovietico in Cina”.

“La reputazione di Mao crebbe e da questa base fu in grado di organizzare sette filiali”, ha proseguito il professore di storia cinese. “I profitti generati furono utilizzati per finanziare il corpo socialista giovanile e il partito comunista”.

Il professor Spence notò inoltre che, a causa del successo della libreria, Mao fu scelto come uno dei delegati al Primo Congresso del Partito Comunista Cinese a Shanghai nel 1921. Da lì fu solo un piccolo passo per diventare uno dei fondatori del movimento comunista nel suo paese.

Yale-in-China ora supporta il Nuova Asia College, parte dell’Università Cinese di Hong Kong. È mantenuto da donazioni e spera attivamente di interessare la comunità universitaria nei suoi affari”.

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