‘Mario Draghi study group’, 2001. Venti anni dopo, sarà un finanziere a scortarci attraverso la pandemia nella matrix digitale e allucinogena? (2022)

Verso una Terza Repubblica cyber-psichedelica?

di Federico Soldani – 22 Gennaio 2022

Durante il ‘Fall Term’ – semestre autunnale – del 2001 studiavo epidemiologia a Boston, alla Scuola di Sanita’ Pubblica di Harvard (Harvard School of Public Health, oggi intitolata dopo una donazione a T. H. Chan). Unico italiano che si sarebbe laureato l’anno successivo alla scuola, nel mio caso in Epidemiologia con un interesse per quella psichiatrica.

La facolta’ – che gli americani chiamano scuola – aveva l’abitudine durante la cerimonia delle lauree di esporre le bandiere rappresentative delle nazionalita’ dei laureati e nel 2002 ci fu anche la bandiera italiana. Il mio compagno di casa di allora era un australiano di famiglia originaria dello Sri Lanka, paese abbandonato per motivi politici, e di simpatie apertamente comuniste. Fu lui, sapendo del mio interesse per la politica, a dirmi che ci sarebbe stata una serie di seminari alla Scuola di Governo intitolata a John Fitzgerald Kennedy. La JFK School of Government, l’equivalente della facolta’ di scienze politiche, di Harvard. La serie di seminari sarebbe stata tenuta da un italiano importante, l’esperto di economia e finanza Mario Draghi.

Mario Draghi si era appena dimesso da una posizione da direttore generale del Ministero del Tesoro italiano. I giornali italiani parlavano di un periodo preso per insegnare ad Harvard. Non era esattamente cosi’, era venuto a tenere una serie di seminari, non un corso, in uno stile peraltro che non avevo mai visto prima e che non avrei piu’ rivisto negli Stati Uniti ma che ritrovai oltre quindici anni dopo in Inghilterra: la lettura da seduto di alcuni fogli, come un “paper”, mentre i presenti nella stanza ascoltavano e poi eventualmente facevano domande alla fine della lettura.

Draghi aveva fatto il dottorato in economia al vicino MIT sotto la supervisione di Modigliani, italiano insignito del premio della Banca di Svezia per le scienze economiche in memoria di Alfred Nobel. Le agiografie raccontavano gia’ intorno a quegli anni di simboli talmente complicati nelle formule della tesi di dottorato di Draghi che non si potevano stampare con metodi ordinari. Dopo il dottorato, Draghi divento’ a tempo di record Professore Ordinario all’Universita’ di Firenze, dove dati gli impegni internazionali rimase non a lungo. Per esempio, una delle istituzioni multilaterali dove lavoro’ a lungo e’ la Banca Mondiale a Washington, D.C., una istituzione non semplicemente – o talora primariamente – finanziaria, come invece il Fondo Monetario Internazionale, ma in cui per esempio ci sono moltissimi progetti di ambito proprio di sanita’ pubblica a livello globale. Per esempio l’amministrazione Obama mise un medico a capo della Banca Mondiale.

La stanza al primo piano della Kennedy School of Government, un piano di poco piu’ alto rispetto al livello della strada, dove nel 2001 si tenevano i seminari di Draghi aveva un lungo tavolo piu’ o meno attorno al quale ci si sedeva per ascoltare. Draghi era Fellow dell’Istituto di Politica (Institute of Politics) della Kennedy, forse l’unica istituzione di Harvard, o per bene che vada una delle pochissime, ad avere la parola ‘politica’ nel nome. L’Institute of Politics e’ stato di recente al centro di controversie che hanno coinvolto membri della famiglia Kennedy, i quali hanno voce in capitolo rispetto a questo particolare istituto della facolta’ di scienze politiche che mantiene una relativa autonomia.

La pronuncia dell’inglese di Draghi mi colpi’ subito come perfetta, il tono dell’esposizione come monotono. Non era il mio settore per di piu’ quindi non potevo cogliere gli aspetti tecnici che in un certo qual modo sembravano essere presenti, anche se sostanzialmente senza materiale per gli studenti o l’ausilio sistematico di diapositive o di una lavagna era difficile presentare una esposizione davvero tecnica. Inoltre non era il dipartimento di economia o la scuola di business, quindi la maggior parte degli uditori, perche’ piu’ che studenti di un corso eravamo degli uditori di seminario, erano della scuola di governo Kennedy, quindi persone interessate primariamente alla sfera politica (politics, policy, governance, ecc.). Delle 10-20 persone a seminario che frequentavano il “Mario Draghi study group”, come veniva chiamato, ero con ogni probabilita’ l’unico italiano e certamente il solo che studiava nell’ambito della sanita’ e in particolare dell’epidemiologia.

Sul sito della Kennedy School c’e’ ancora la pagina dedicata a Draghi come ‘Former Fellow’ e in cui sono mezionati i seminari del 2001.

Poco prima o poco dopo i seminari, ricordo qualche membro della facolta’ della Kennedy School che salutava Draghi come se lo conoscesse da prima, segno che non era del tutto nuovo a quell’ambiente. Lo ricordo come molto contenuto e per cosi’ dire un po’ guardingo. Per esempio c’era un indirizzo email temporaneo a cui poter scrivere per i partecipanti ai seminari del gruppo, e mi sembra di ricordare di aver provato a scrivere per chiedere materiale da leggere o informazioni ma di non avere ricevuto risposta. E quando chiesi a Draghi, dopo essermi presentato, qualche suggerimento in fatto di letture rilevanti sul tema dell’economia in relazione alla sanita’, il consiglio che mi diede fu di leggere gli inserti annuali dell’Economist in quanto molto ben fatti e accurati.

Dei seminari mi rimase impressa la descrizione che ci fece dell’introduzione di una nuova moneta, l’Euro, che sarebbe entrata in vigore da li’ a pochi mesi e dei camion pieni di soldi, monete e banconote, che giravano per l’Europa per distribuire fisicamente la nuova moneta. Elemento interessante ancora di piu’ forse in epoca di moneta e pagamenti sempre piu’ immateriali e digitali, “dagli atomi ai bit” per dirla con Nicholas Negroponte, fondatore del Media Lab al MIT. Inoltre mi rimase impressa l’aria di sufficienza e persino l’arroganza di un ospite invitato a parlare da Draghi, ovvero quello che era il giovanissimo vice di Larry Summers – nel 2001 Presidente dell’Universita’ di Harvard – durante gli anni dell’aministrazione Clinton, ovvero Timothy Geithner. Dopo diversi anni, i due che presentavano a quel seminario sarebbero diventati rispettivamente il Presidente della Banca Centrale Europea – che governa l’Euro – e il ministro del tesoro dell’amministrazione Obama.

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Un anno fa circa Draghi e’ diventato, a venti anni di distanza da quella serie di seminari, Presidente del Consiglio dei Ministri italiano in tempo di stato di emergenza – prolungato dal suo governo oltre i limiti massimi di due anni stabiliti in precedenza – iniziato con la pandemia 2020 da SARS-CoV-2, virus che causa la malattia conosciuta come CoViD-19.

Il suo anno a capo del governo italiano si e’ contraddistinto per la messa in atto di misure di tipo digitale per discriminare i cittadini in base a parametri motivati dallo stato di emergenza e che dovrebbero in linea teorica limitare la diffusione di virus e malattia. Questo l’aspetto piu’ evidente della sua azione sui media di massa e digitali. Solo un anno prima, l’idea del tracciamento digitale dei cittadini, del popolo sovrano dell’articolo 1 della Costituzione, pareva impossibile e se qualcuno la menzionava veniva derubricato a “cospirazionista”. Nel 2021 il tracciamento digitale, presentato in una sorprendente inversione come strumento di liberta’, e’ diventato una realta’ data gia’ per imprescindibile e che genera una discriminazione palesemente incostituzionale e contro i diritti fondamentali delle persone, in moltissimi ambiti della vita persino lavorativa.

Un aspetto che non e’ stato evidenziato quasi per niente sui media e’ invece la decisione che secondo alcuni giuristi “non ha precedenti” di consentire una estensione dei tempi per la raccolta delle firme – per altro, per la prima volta online – per il referendum cosiddetto sulla cannabis. In realta’, come la Cassazione ha da poco appurato modificando il titolo di questo quesito referendario, il referendum non riguarda solo la cannabis ma niente di meno che la coltivazione di qualsiasi pianta o fungo dagli effetti psicotropi. In particolare, come hanno spiegato anche i promotori del quesito referendario, sono la cannabis e i funghi allucinogeni, cosiddetti magici, contenenti per esempio la sostanza psilocibina a non richedere successive fasi di elaborazione – che rimarrebbero illegali – ai fini dell’uso, o forse come si direbbe in economia del consumo.

Questo e’ in linea proprio con la nuova filosofia del capitalismo, ampiamente finanziarizzato, di cui si e’ parlato per la prima volta su PsyPolitics nel 2020 (ma di cui si era scritto gia’ nel 2019) ovvero la trasformazione in atto in senso cyber-psichedelico, digitale e allucinogeno. La convergenza del capitalismo verso quello che alcuni hanno chiamato ‘comunismo acido’.

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Come e’ stato gia’ scritto su PsyPolitics sin dai primi mesi di pubblicazione, mettendo a segno due scoop giornalistici per l’Italia, nel 2020 si sono verificate la quotazione in borsa al Nasdaq della prima compagnia di allucinogeni (psilocibina) quotata al mondo, Compass Pathways – nemmeno ilSole24Ore, quotidiano di Confindustria, diede la notizia – e il fatto che Zuckerberg, ufficialmente fondatore e proprietario del sito Facebook (adesso gruppo Meta), abbia personalmente finanziato la riuscita campagna per la depenalizzazione praticamente di tutte le droghe, incluse quelle allucinogene, nello stato americano dell’ Oregon. A questo si aggiungeva la notizia clamorosa ma data con scarsissima enfasi sui media del referendum che nella capitale degli Stati Uniti d’America, Washington D.C., depenalizzava l’uso di piante e funghi allucinogeni. Notizie di grande rilievo ma ad oggi ancora poco circolate e conosciute.

La svolta ‘cyber’, informatica, del capitalismo del 21° secolo sta diventando più esplicitamente cyber-psichedelica, digitale cosi’ come allucinogena, lavorando per modificare il buon senso e il nostro senso condiviso della realtà. Si vedano a questo proposito gli articoli NASDAQ, Oregon e Washington D.C.: tre passi verso il capitalismo del 21° secolo, globale e cyber-psichedelico (2020) – PsyPolitics e Gli allucinogeni entrano in borsa (e non solo): svolta negli Usa – ilGiornale.it (2020) – PsyPolitics.

Solo qualche mese fa mi chiedevo: fino a che punto un capitalismo che si cinesizza puo’ vedere la convergenza teorica di ‘comunismo acido’ e ‘completamente automatizzato’ da una parte e di ‘cypsy capitalism’ o ‘capitalismo cyber-psichedelico’ dall’altra?

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Una nuova ipotesi e’ stata formulata su PsyPolitics, circa la trasformazione della mente nel contesto attuale, sia digitale virtuale – quindi cyber – sia di uso sempre piu’ promosso di allucinogeni per scopi medici o di altro tipo: e’ la ipotesi chiamata ‘CyPsy’ – da cyber e psychedelic. In fatto di promozione basti vedere la copertina sui funghi magici presentati come nuovo Prozac dal settimanale statunitense Newsweek dello scorso ottobre o la campagna pubblicitaria sugli allucinogeni a Times Square a New York, descritta come una campagna non a fini di profitto sulla “bibbia” del capitalismo americano Forbes (oggi quasi interamente di proprieta’ cinese), da una giornalista che si occupa specificamente ormai di cannabis e allucinogeni.

Partendo dal modello della mente che Freud propose durante l’ultima parte della sua vita (tripartito in id / es, ego e super-ego) vede la dissoluzione della parte razionale e autonoma della mente civilizzata che interagisce con il mondo esterno attraverso i sensi, il cosiddetto ego, nel contesto della falsa contrapposizione tra il super-ego della cieca obbedienza veicolata sempre piu’ dalle tecnologie ‘cyber’ di sorveglianza digitale vs. l’id o es selvaggio in cui risiedono le energie psichiche fondamentali legate alla sessualita’ e all’aggressivita’, una dimensione quest’ultima che dovrebbe adesso essere – in chiave ‘psichedelica’ appunto – “liberata” anche attraverso l’uso di sostanze allucinogene.

Sostanze psicotrope che alterano profondamente il senso della realta’ e che verranno proposte sul mercato e in una sorprendente inversione promosse attivamente dal capitalismo – non piu’ meramente contenute anche tramite la retorica della “riduzione del danno” – come sostanze per uso medico o meno, ma da provare comunque anche una volta sola, per le masse.

Il capitalismo, sempre piu’ finanziarizzato, si sta trasformando passando da un paradigma individualista e per cosi’ dire anti-psicotico a uno maggiormente collettivista e psicoto-mimetico. Psicoto-mimetico (che somiglia agli stati psicotici) e’ il nome che fu dato alle sostanze allucinogene negli anni ’50. Il primo paradigma basato su un saldo ‘ego’ psicoanalitico dei cittadini, lavoratori ed elettori, sottoposti a costituzioni alla Montesquieu che prevedono la separazione dei poteri e dove le leggi si basano primariamente sui comportamenti oggettivi. Il secondo in linea con la cosiddetta ideologia californiana, in cui il digitale supera in parte la distinzione tra individualismo e collettivismo: ciascuno e’ sempre piu’ solo sul Web ma allo stesso tempo sempre piu’ coordinato con gli altri dall’automazione. Un nuovo paradigma basato sulla dissoluzione dell’ego psicoanalitico – o piu’ in generale del sé o della psiche – di cittadini trasformati in pazienti e sempre meno lavoratori, sempre piu’ usatori di cannabis o altre sostanze che inducono fenomeni psicotici, quali gli allucinogeni.

Cittadini controllati non piu’ tanto dalla societa’, da una morale interiorizzata e autonoma, e dalla legge che regola comportamenti oggettivi quanto dalle tecnologie della sorveglianza digitale che regolerebbero pensieri soggettivi attraverso un potere maggiormente centralizzato, che calcola il rischio statisticamente e tenta cosi’ di individuare associazioni tra fattori per prevenire comportamenti devianti o ritenuti pericolosi a sé e agli altri.

Un processo di desovranizzazione del cittadino e in generale del popolo sovrano delle costituzioni, persino – o forse in primis – dalla propria razionalita’ autonoma e individuale, il cosiddetto ego psicoanalitico, le cui funzioni sono state descritte in dettaglio in Psicoanalisi, psichiatria e diritto (1967) da Alan Dershowitz di Harvard e colleghi giuristi di Yale. Ego spesso confuso con l’egoismo, mentre quest’ultimo e’ forse meglio inquadrabile come id-ismo (ovvero l’id o es psicoanalitico, le passioni)– termine proposto su PsyPolitics – ovvero come un es o id non piu’ tenuto a freno da un ego pienamente strutturato.

Si leggano a questo proposito, in inglese, Mente ‘CyPsy’? Cyber-super-ego e es psichedelico. O sorveglianza digitale, allucinogeni di massa e il nuovo ‘oro nero’ dell’inconscio (2020) – PsyPolitics e L’economia della “morte dell’ego” (2020) – PsyPolitics.

La desovranizzazione del cittadino e’ sempre piu’ presentata come un processo di liberazione o di rivoluzione individuale, un passaggio empatico dall’io al noidalla razionalita’ che non ci sarebbe mai appartenuta a sensazioni, percezioni, emozioni, esperienze che ci rendono piu’ simili agli altri animali e piu’ vicini al resto della natura. Da pensanti a semplicemente senzienti, che sentono. Il misticismo anche chimico delle sostanze si accompagnerebbe dunque all’armonizzazione – non piu’ sociale e decentralizzata – tramite la tecnologia, di cittadini trasformati in pazienti che sempre meno hanno sovranita’ sulla propria mente e sul proprio corpo e che non avrebbero piu’ la necessita’ di coordinarsi autonomamente tra di loro attraverso la societa’ e i corpi intermedi.

Per fare un esempio per adesso ipotetico, si pensi al traffico in cui ciascun automobilista, dopo avere imparato, guida oggi il proprio veicolo, mentre con una guida automatizzata il coordinamento del traffico non avverrebbe piu’ in futuro attraverso l’interazione di migliaia di persone autonome. Al limite, ciascun automobilista potrebbe persino essere sotto l’effetto di cannabis o di sostanze allucinogene o psicotomimetiche, senza che questo comporti necessariamente un rischio per il traffico.

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Fu proprio in ambienti vicini a questi, anche della Kennedy, che per la primissima volta sentii parlare nel 2007, da persone che lavoravano ad Harvard ed erano direttamente coinvolte negli studi di cui parlavano, di esperimenti in Svizzera sui cosiddetti ‘funghi magici’, ovvero la psilocibina, nell’ambito dello studio della coscienza umana.

E’ anche interessante notare che proprio alla Kennedy School of Government lavorava William Leonard Pickard dopo essere stato arrestato a Mountain View, California – oggi famosa per societa’ digitali come Google – nel 1988 ma anche negli anni ’90 quando fu arrestato e condannato a due ergastoli – e recentemente liberato nel luglio 2020 su base compassionevole dopo 20 anni di carcere – per il maggiore quantitativo di LSD mai sequestrato nella storia. Pickard lavorava alle politiche delle droghe presso la Kennedy – “sull’abuso di droghe nell’ex Unione Sovietica, dove ha teorizzato che il mercato nero in forte espansione e molti chimici disoccupati potrebbero portare a un’inondazione del mercato della droga” – ed oggi lavora per societa’ di investimento finanziario di cosiddetto ‘venture capital’.

Pickard lavoro’ anche con lo psicoterapeuta John Weir Perry, formatosi ad Harvard e in Svizzera con Jung, due caratteristiche – la formazione ad Harvard e con Jung – che condivideva con Henry Murray, l’uomo che diede il via libera agli esperimenti di Timothy Leary ad Harvard negli anni ’60 con psilocibina / funghi allucinogeni e LSD. Esperimenti che in quegli anni, sempre ad Harvard, furono decisamente criticati dallo psichiatra, sopravvissuto a piu’ di un campo di concentramento nazional-socialista, Viktor Frankl. Frankl criticava i significati puramente soggettivi, basati sulle sensazioni, indotti dalle droghe anche allucinogene, e li contrapponeva a quelli oggettivi, legati alle potenzialita’ nel mondo anziche’ presenti soltanto nella propria psiche.

In tempi recenti nel 2021 ad Harvard sono stati aperti due nuovi centri, uno per lo studio della legge e degli allucinogeni presso la facolta’ di giurisprudenza e uno per lo studio dell’integrazione di intelligenza umana e artificiale sponsorizzato con mezzo bilione di dollari da Zuckerberg di Facebook / Meta e intitolato a sua madre, la psichiatra Karen Kempner.

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Altri referendum in gioco in questo momento in Italia sono quelli sulla giustizia – a cui la “destra” attuale non fara’ mancare il quorum – e quello sull’eutanasia.

Quello su cannabis, funghi allucinogeni e coltivazione di qualsiasi pianta con effetti psicotropi invece puo’ essere visto come un passo verso la dissoluzione o morte dell’ego dei cittadini che compongono il popolo sovrano del primo articolo della Costituzione. Il governo Draghi ha dimostrato di essere apertamente per cosi’ dire cibernetico – con i vari cosiddetti “green pass” e gli obblighi sanitari ma anche rendendo per la prima volta possibile firmare per i referendum in modo digitale. E ha dimostrato anche di essere surrettiziamente psichedelico – ovvero permettendo con una decisione che giuristi hanno definito senza precedenti il successo della raccolta firme sulle droghe anche allucinogene.

Entrambe le decisioni su firme digitali ed estensione dei tempi per la firma prese dal governo Draghi nell’arco di pochissimi mesi tra estate e autunno 2021.

Praticamente nessuno a gennaio 2022 sa che le firme non erano per la cannabis ma anche per tutte le piante e i funghi con effetti psicotropi, in primis proprio i funghi allucinogeni, che non richiedono fasi ulteriori di lavorazione per l’uso. I firmatari dunque non sapevano per cosa firmavano ed e’ in certo modo incredibile che le firme siano state date per buone, per valide. La Cassazione ha comunque doverosamente cambiato il testo del quesito in modo molto evidente e significativo, cosa che ha gia’ suscitato degli interrogativi sulla questione, in modo da renderlo effettivamente piu’ aderente alla questione su cui si potra’ essere chiamati a decidere.

Il governo Draghi ha dimostrato cosi’ in modo plastico come le due agende da una parte digitale, del super-ego, della cieca obbedienza a regole incomprensibili e dall’altra psichedelica, dell’id/es, della liberta’ interiore senza piu’ freni non siano affatto opposte, ma in ultima istanza invece perfettamente complementari.

Per difficile che questo possa sembrare, la questione “psichedelica” delle sostanze allucinogene quali cannabis e funghi magici per le masse e’ strategica per la trasformazione del capitalismo in atto. Basti vedere anche solo l’esito del referendum nella capitale degli Stati Uniti d’America, Washington, D.C. su analoga questione nel 2020.

Si veda anche, in inglese, Trump, gli allucinogeni di massa e la trasformazione cyber-psichedelica del capitalismo (2020) – PsyPolitics.

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Tra due giorni si aprira’ la votazione per eleggere in Parlamento il 13º Presidente della Repubblica Italiana. Draghi appare come probabile candidato. Con la sua azione da Presidente del Consiglio, sin adesso, o in qualita’ di Presidente della Repubblica – una repubblica di fatto in parte divenuta Semi-Presidenziale – il suo ruolo e’ di primaria importanza in una fase di transizione radicale del capitalismo, in cui l’Italia fa da laboratorio. Fase che gia’ dal 2019, quindi prima del virus, e poi su PsyPolitics dal 2020 e’ stata chiamata Rivoluzione Globalista.

Anche le forme di governo tecnocratico e piu’ in generale la tecnocrazia, per quanto neghino spesso di averne una, hanno una loro ideologia. Si veda a questo proposito, in inglese, ‘Vita in una Tecnocrazia’, 1933: un soviet di tecnici… in America? (2021) – PsyPolitics.

Come scritto in precedenza, la tendenza asintotica pare essere verso una “matrix” (matrice, termine usato anche da Huxely nell’utopia sotto forma di racconto del 1962 ‘L’isola’) cyber-psichedelica, ovvero allucinogena e cibernetica – con digitale e virtuale – che si avvale delle infrastrutture digitali e delle tecnologie invasive e pervasive emerse negli anni precedenti il 2020, pronte e prepotentemente impostesi durante e dopo lo scoppio della pandemia globale.

C’e’ chi ha parlato anche in Italia di fine della globalizzazione ignorando come si sia invece passati alla ben piu’ radicale globalizzazione digitale.

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Sosteneva Arthur Koestler nella distopia ispirata alla Russia sovietica ‘Buio a mezzogiorno’ come nei tempi che corrispondono e seguono alle rivoluzioni politiche i cittadini pericolosi per il nuovo ordine non siano necessariamente le nuove generazioni – che possono magari essere plasmate ed istruite, oggi potremmo dire i ‘nativi digitali’ – ma coloro che sono stati testimoni di come il modo di vivere e di pensare fosse prima della rivoluzione, cosi’ come del cambiamento che ha portato al dopo.

La copertina della prima edizione statunitense (1941) – Buio a mezzogiorno – Wikipedia

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Cite this article as: Federico Soldani, "‘Mario Draghi study group’, 2001. Venti anni dopo, sarà un finanziere a scortarci attraverso la pandemia nella matrix digitale e allucinogena? (2022)," in PsyPolitics, January 22, 2022, https://psypolitics.org/2022/01/22/mario-draghi-study-group-2001-venti-anni-dopo-sara-un-finanziere-a-scortarci-attraverso-la-pandemia-nella-matrix-digitale-e-allucinogena-2022/.

Last Updated on January 23, 2022 by Federico Soldani

2 thoughts on “‘Mario Draghi study group’, 2001. Venti anni dopo, sarà un finanziere a scortarci attraverso la pandemia nella matrix digitale e allucinogena? (2022)

  1. dall’articolo qui sopra, 22 gennaio:

    “Praticamente nessuno a gennaio 2022 sa che le firme non erano per la cannabis ma anche per tutte le piante e i funghi con effetti psicotropi, in primis proprio i funghi allucinogeni, che non richiedono fasi ulteriori di lavorazione per l’uso. I firmatari dunque non sapevano per cosa firmavano ed e’ in certo modo incredibile che le firme siano state date per buone, per valide. La Cassazione ha comunque doverosamente cambiato il testo del quesito in modo molto evidente e significativo, cosa che ha gia’ suscitato degli interrogativi sulla questione, in modo da renderlo effettivamente piu’ aderente alla questione su cui si potra’ essere chiamati a decidere.”

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    dalla sentenza della Corte Costituzionale, 16 febbraio:

    “9.4.‒ In definitiva, mentre apparentemente, per quella che è la dichiarata intenzione del Comitato, il quesito referendario mirerebbe soltanto a depenalizzare la coltivazione, non agricola ma domestica “rudimentale” (o minimale), della canapa indiana (cannabis), in realtà esso – per quello che è invece il suo contenuto oggettivo, l’unico rilevante – per un verso produrrebbe un risultato ben più esteso, riguardando direttamente ogni coltivazione delle piante per estrarre sostanze stupefacenti cosiddette “pesanti” (papavero sonnifero e foglie di coca) e indirettamente anche la coltivazione, agricola o domestica che sia, della pianta di canapa; risultato complessivo precluso dai vincoli sovranazionali sopra richiamati che non consentono l’ammissibilità di un referendum di questa portata.

    Per altro verso, questo apparente risultato più ampio sarebbe in realtà vano e illusorio, perché rimarrebbe in ogni caso immutata la rilevanza penale, prevista dall’art. 28 t.u. stupefacenti, non oggetto della richiesta referendaria, per ogni coltivazione non autorizzata di piante di cui all’art. 26, tra cui proprio la canapa indiana.

    Questa discrasia, che emerge dall’esame del ritaglio proposto dal quesito referendario nel comma 1 dell’art. 73, è rilevante, non essendo inibita a questa Corte la valutazione della normativa di risulta allorché essa, come nella fattispecie, presenti elementi di grave contraddittorietà rispetto al fine obiettivo dell’iniziativa referendaria tali da pregiudicare la chiarezza e la comprensibilità del quesito per l’elettore (sentenze n. 24 del 2011, n. 15 del 2008 e n. 45 del 2005).

    Si ha infatti che in questa parte la proposta referendaria risulta essere fuorviante per il corpo elettorale, che ‒ diversamente da quanto proclamato dal Comitato promotore ‒ non sarebbe, in realtà, affatto chiamato a esprimersi sull’alternativa, di portata ridotta, se depenalizzare, o no, la coltivazione della canapa in forma domestica “rudimentale”, bensì si troverebbe di fronte all’alternativa, sopra indicata, ad un tempo ben più ampia (in quanto comprensiva della depenalizzazione anche della coltivazione del papavero sonnifero e delle foglie di coca), quanto illusoria (rimanendo, in realtà, la rilevanza penale di tutte tali condotte); e ciò ridonda in irrimediabile difetto di chiarezza e univocità del quesito”. […]

    Per Questi Motivi

    LA CORTE COSTITUZIONALE

    dichiara inammissibile la richiesta di referendum popolare per l’abrogazione, nelle parti indicate in epigrafe, del decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309 (Testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza), richiesta dichiarata legittima con ordinanza del 10 gennaio 2022, pronunciata dall’Ufficio centrale per il referendum costituito presso la Corte di cassazione.

    Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 16 febbraio 2022.

    https://www.cortecostituzionale.it/actionPronuncia.do

    https://www.cortecostituzionale.it/

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